A.N.P.I. Piacenza
31 marzo 2015
Tre film sulla Resistenza, 1945, 1982, 1991.
31 marzo 2015
C a r t e l l a     S t a m p a
 
ANPI  -  ISREC -  CINEMANIACI  - CINECLUB
 Piacenza
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LA RESISTENZA NEL CINEMA – 70° DELLA LIBERAZIONE
 
 
L’ANPI e  l’ISREC, in collaborazione con Cinemaniaci e Cineclub Piacenza, propongono un breve ciclo di tre film sulla Resistenza per suggerire come la settima arte si sia espressa verso un tema così importante per il destino dell’Italia in diversi momenti successivi,  sempre più lontani dagli eventi storici:
nei mesi della lotta di liberazione, di forte intensità emotiva e di drammaticità,  
negli anni Ottanta, all’insorgenza della memoria dopo il collaudo del nuovo sistema democratico
negli anni Novanta, nella massima  espansione dell’ideologia del consumismo e del benessere individuale. 
Data la particolare  occasione di riflessione storica e culturale,  per la proiezione dei tre film, è stato gentilmente concesso dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano  il prestigioso Auditorium di S. Margherita.
                                                                                              
Martedì 7 Aprile 2015 ore 21
 
GIORNI DI GLORIA
 
Regia di Mario Serandrei, Giuseppe De Santis, Luchino Visconti, Marcello Pagliero,
1944 – 1945, produzione Titanus, durata 68’
 
introduzione di  Giovanni Marchesi
coordinatrice  Carla Antonini (Isrec Piacenza)
 
 
Primo film di montaggio sulla Resistenza, il primo documento cinematografico della guerra di liberazione, rievoca gli avvenimenti e le lotte che la accompagnarono: vita dei partigiani sulle montagne e loro rapporti con la popolazione civile, rastrellamenti e rappresaglie ad opera di nazifascisti, attentato gappista di via Rasella, processo al capo della polizia romana Caruso, le prime fasi del linciaggio del direttore delle Carceri di Regina Coeli, Carretta, l’apertura delle Fosse Ardeatine (con l’esumazione dei cadaveri degli italiani uccisi), le fucilazioni del delatore Federico Scarpato e del torturatore Pietro Koch e la liberazione delle grandi città del nord a opera del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia. Per la realizzazione si è fatto ricorso a materiali filmati requisiti dagli Alleati e a riprese effettuate in clandestinità dai partigiani. Le immagini del processo Caruso sono riprese sotto la direzione di Luchino Visconti, quelle dell’apertura delle Fosse Ardeatine filmate da Marcello Pagliero.
Nella copia consegnata all’ISREC le immagini del linciaggio Carretta si limitano alla prima fase dell’aggressione, occorsa nell’Aula Magna della Cassazione nel giorno di apertura del processo Caruso (manca cioè la successiva e cruenta fase del pestaggio su ponte Umberto, del lancio nel Tevere e dell’accanimento finale fino al decesso dell’ex direttore delle Carceri).
 
Martedì 14 Aprile 2015 ore 21
 
LA NOTTE DI SAN LORENZO
 
Regia  di Paolo e Vittorio Taviani, 1982,  produzione Giuliani G. De Negri, durata 105’
Cast: Omero Antonutti, Margarita Lozano, Claudio Bigagli, Massimo Bonetti, Norma Martelli
 
introduzione di  Enzo Latronico
coordinatore Stefano Pronti (ANPI Piacenza)
 
 
Da un paese della Toscana nell'agosto 1944 un gruppo di uomini, donne e bambini fugge dai tedeschi nel rischioso tentativo di raggiungere la zona già occupata dall'esercito americano. Il film ripercorre, con qualche deviazione dalla realtà, la strage del Duomo di San Miniato. Ambientato nell’immaginario paese di San Martino, si narra la storia del contadino Galvano che riesce a sfuggire alla strage del Duomo posta in essere dai nazisti poco prima dell’arrivo in paese degli alleati. La fuga termina in alta collina dove Galvano, riparatosi con altri fuggitivi, è costretto ad uno scontro cruento con un gruppo di fascisti.  Per timore di suscitare ancora spiacevoli ricordi, soprattutto per aver messo le mani in una ferita ancora fresca, i fratelli Taviani trasformano San Miniato in San Martino e girano il film a Empoli. Favola generosa di molte bellezze tra cui le immagini, che come le rondini passano in folla, in continua oscillazione tra ricordi personali e memoria collettiva, cronaca e fantasia, epica ed elegia. Il film ottenne il premio speciale della giuria a Cannes.
 
 
 
Mercoledì 29 Aprile 2015 ore 21
 
UOVA DI GAROFANO
 
Regia di Silvano Agosti, 1991, Produzione SACIS, Durata 109’
Cast: Elisa Murolo, Federico Zanola, Lou Castel, Michele Maggiolano, Paola Agosti. Roberto Brignani
 
introduzione di  Silvano Agosti e Vittorio Fusco
coordinatore Romano Repetti (ANPI Piacenza)
 
Silvano (L. Castel) ritorna col figlioletto nella sua casa natale, ormai diroccata, nella campagna bresciana e rievoca la sua infanzia tra il 1943 e il 1945, durante la seconda guerra mondiale. "Forse la memoria di chi è cresciuto nell'atmosfera della Repubblica di Salò può essere solo così: scabra, selettiva, scorticata" (Alberto Crespi). Nel difficile tentativo di recuperare il proprio sguardo di bambino S. Agosti (classe 1938) oscilla tra il tono di favola vissuta e la durezza del giudizio sul mondo degli adulti "sinceri nell'obbligo quotidiano della menzogna". Ne è uscito un film diseguale, ora affascinante ora irritante, parzialmente riuscito nella seconda parte, quella in cui i rumori della Storia si fanno più sentire, ma anche visitato da momenti di felicità espressiva. L'uovo di garofano si trova, secondo una voce popolare, nel fiore al tramonto e fa avverare i desideri.
 
 
 
 
GLI OSPITI CHE PRESENTERANNO
 
 
 
Giovanni Marchesi insegna lettere al Liceo Scientifico Respighi di Piacenza. Come esperto di storia e cultore di cinema ha tenuto corsi e conferenze e assolto incarichi professionali per enti e istituzioni tra cui l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Pavia, la Cineteca di Bologna, la Facoltà di Lettere dell’Università di Pavia, l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Piacenza, il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Ha pubblicato un libro di storia locale (Il Monte Penna. Frequentazione, conoscenza, antropizzazione, sfruttamento di una selva secolare, Associazione Ricerche Valtaresi “Antonio Emmanueli”, Borgotaro, 2007), un libro sui rapporti tra cinema e letteratura (La letteratura italiana e il cinema. Cento anni (1907-2008) di racconti, romanzi e poesie di argomento e/o ambientazione cinematografica, Università Statale di Milano-CUEM, 2009), una quarantina di saggi di argomento storico pubblicati su riviste specializzate e volumi collettanei e vari articoli pubblicati sulle pagine culturali di quotidiani e settimanali.

 
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Enzo Latronico, giornalista cinematografico e scrittore,
All'attività giornalistica affianca quella di sceneggiatore e regista e, dopo alcuni cortometraggi (1992 - 2000), nel 2004 scrive la sceneggiatura per il documentario I musei di Palazzo Farnese; nel 2005 scrive e dirige il documentario, per il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, A memoria d'uomo.
Lega la sua figura professionale a quella dello sceneggiatore Ugo Pirro e nel 2007 pubblica il libro Ugo Pirro. Indagine su uno sceneggiatore al di sopra di ogni sospetto, nel quale racconta la vita cinematografica dello sceneggiatore di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto e di La classe operaia va in paradiso.
Scrive nel 2010 la sceneggiatura del film Solo di passaggio per la regia di Alessandro Zonin,  opera liberamente ispirata ad una novella di Dino Buzzati dal titolo Il mantello; il film, interpretato da Paolo Briguglia e Maria Paiato, è stato in concorso ai David di Donatello nella categoria cortometraggi.  Cura nel 2010, nelle sale dei musei di Palazzo Farnese (Piacenza), la grande mostra sul cinema "Le macchine del sogno. Dai Lumière al cinematografo".
Nel 2013 scrive a quattro mani con Maurizio Cammi il libro La politica è sociale mentre l'anno successivo cura la raccolta di poesie dialettali Quand nassa un pueta di Agostino Vincini, in coppia con Cristina Balteri.
È fondatore e direttore del blog/magazine cinemascritto.wordpress.com. Scrive per riviste specializzate e si occupa soprattutto di cinema italiano, ma è anche considerato tra gli esperti della cinematografia di James Bond. Organizzatore di Cineclub, è stato Direttore artistico (dal 2000 al 2010) del Cineclub “G. Cattivelli” di Piacenza.
 
 
Silvano Agosti, regista, sceneggiatore, scrittore.
Nasce a Brescia il 23 Marzo del 1938, si iscrive nel 1960 al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma (tra i suoi compagni di corso Marco Bellocchio e Liliana Cavani), si diploma nel 1962 con il cortometraggio La Veglia e premiato come miglior allievo di quell’anno dal Presidente della Repubblica. Si specializza poi a Mosca nella tecnica del montaggio, collabora con Marco Bellocchio nella realizzazione dei  Pugni in Tasca  ed esordisce nel 1967 col suo primo lungometraggio  Il Giardino delle Delizie  ritenuto uno dei dieci migliori film realizzati nel mondo in quell’anno. Uova di Garofano, del 1992, è il suo sesto film e racconta, con delicatezza e poesia, l’esperienza della guerra vista e vissuta attraverso gli occhi dei bambini.
Il film Uova di garofano è tratto dall’omonimo romanzo breve che Silvano Agosti aveva pubblicato nel 1987 per le EDIZIONI L’IMMAGINE, Roma, 1987 (ristampato da STEP, Parma, 1990), che porta impresso uno stile incisivo, scolpito nell’ambientazione e nella descrizione delle personalità e dei corpi, tipica della matrice di una sceneggiatura. La sua presenza in serata è stata propiziata da Vittorio Fusco, esperto conoscitore di cinematografia, collezionista e amico del regista.