![]() Comune di Castelvetro |
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MONUMENTO AI CADUTI DI CASTEVELTRO P.NO CADUTI NELLA 1A GUERRA MONDIALE N.135 CADUTI NELLA 2A GUERRA MONDIALE N.28 Lotta nazionale di liberazione caduti n. 5 DUCHI MARIO MAFFINI MARIO MAGGI GIULIO MOLINARI GIULIO PELO' UGO |
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LAPIDE POSTA A S. PEDRETTO |
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CIMITERO DI S. GIULIANO MAGGI GIULIO m. 18-10-1944 - classe 1926 MAFFINI MARIO m. 18-10-1944 - classe 1925 PELO' UGO m. 18-10-1944 - classe 1920 BISELLI NELLO m. 29-10-1945 - classe 1922 Con rinato spirito garibaldino la gioventù italiana ansiosa di giustizia e libertà impugnando armi partigiane contro l'antico nemico vittoriosamente accendeva le auspicate fiamme della prima Repubblica italiana All'alto ideale raggiunto CASTELVETRO PIACENTINO consacrava le preziose esistenze dei partigiani |
EX CASA DELLA TORTURA DI S.GIULIANO (Castelvetro)A FUTURA MEMORIA A S.Giuliano prenderà stabile dimora una sezione di SS tedesche e italiane. Tra gli italiani diverrà tristemente noto il tenente Lombardo, l'aguzzino di Verzé, Cerlesi e di tanti altri che saranno fucilati a Coduro nel marzo del 1945. ... ... Il tenente Lombardo esegue spesso personalmente sui "banditi" le punizioni corporali previste per coloro che non vogliono "confessare".Sono colpi da lasciar tramortiti: calci e scudisciate col nervo di bue che l'ufficiale chiama scherzosamente "Pippo". "Pippo" picchia sodo, specie sulle caviglie; dove arriva lascia tracce sanguinolenti. ... ... Un'altra volta, al partigiano Luigi Villa del C.L.N. di Caorso, toccò una beffa di genere ben diverso. Il tenente Lombardo lo fece chiamare e gli disse: - Tu sei clericale, dunque credi in Dio, allora vieni qua... Villa fu legato a un'inferriata, a braccia spalancate, nella posizione d'un uomo crocifisso e Lombardo in persona cominciò a colpirlo sulle mani, sui piedi, sul petto, quasi a imitare la flagellazione di Cristo. La tortura peggiore però era quella inflitta per mezzo del fuoco. Sichel ricorda con raccapriccio le condizioni in cui gli apparve un uomo così torturato: aveva entrambi i fianchi e il petto completamente piagati; le braccia, le mani, il collo portavano i segni sanguinanti, tracciati dal ferro rovente; era in stato di semincoscienza, divorato dalla febbre. Dopo la tortura era stato posto a giacere sul nudo pavimento e i compagni cercavano di soccorrerlo come potevano. |
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