A.N.P.I. Piacenza
16 dicembre 2010
Fuori Provincia
16 dicembre 2010



CIPPO ERETTO ERETTO DA C.N.L. DI REGGIO EMILIA IN LOCALITÀ S.MICHELE - Comune di Bagnolo in Piano (R.E.)

Tra i fucilati ci sono anche tre piacentini:

BRUSCHI ANNIBALE di Rottofreno
GRASSI ANGELO di Castel San Giovanni
SESENNA ELIO di Vernasca

BRUSCHI ANNIBALE, da Piacenza, cl. 1926
Partigiano combattente

MEDAGLIA D’ARGENTO
"Comandante di distaccamento, nel corso di una azione particolarmente difficile, da solo attaccava una forte pattuglia nemica che riusciva a decimare con la sua arma automatica. Esaurite le munizioni, attaccava i restanti uomini della pattuglia con la pistola. Circondato, sopraffatto e crivellato di colpi, moriva da prode". - Piozzano, 3 febbraio 1945. (B.U. 1963 disp. 4ª pag. 323)

SACELLO COLLOCATO NELL’ABITATO DI CALERNO SULLA VIA EMILIA, OLTRE S.ILARIO D’ENZA (R.E.)

Testo della scritta incisa nella parte centrale

LA DISPERATA VILTÀ DEI BARBARI
IL PIANTO LONTANO DELLE MADRI
E LA TRAGEDIA IMMANE
DELL’ECCIDIO NOTTURNO
FURONO QUI ATTORNO
A VENTI GIOVANI INERMI
FUCILATI
PERCHÉ AMAVANO LA LIBERTÀ
14-2-1945

Fra essi i piacentini:
GUIDO BOTTI, FRANCO MOLINARI, PARIDE ZANOTTI, NELLO AVANZI, GIULIO RESMINI

CIPPI CHE SONO SITUATI IN LOCALITÀ CADELBOSCO - (R.E.)


cippo a suo tempo distrutto dai fascisti.


cippo tutt’ora esistente sempre in Cadelbosco.

Su di essa sono riportati i nomi dei piacentini
LUIGI RIGOLLI, ROSSI AMEDEO, DA PARMA TITO e GARILLI AMEDEO

Gino Rigolli, capitano partigiano, appena dopo l’8 settembre 1943, allo sfaldamento generale dell’esercito si adoperò per costituire le prime formazioni di partigiani combattenti. Teneva i collegamenti tra il Comitato di Liberazione di Piacenza, quello regionale e quello dell’Alta Italia. Il 28 dicembre venne catturato e tradotto nelle carceri di Piacenza. Il 14 febbraio 1945 fu trasferito dal carcere di Piacenza a quello di Reggio Emilia, dal quale carcere ebbe modo di far pervenire ai Comandi Superiori e al Comitato di Liberazione di Piacenza il seguente messaggio: "I miei compagni non abbiano a scoraggiarsi; dalla mia bocca non uscirà parola: meglio morire". Il 28 febbraio successivo veniva barbaramente trucidato dai tedeschi in località Cadelbosco, senza che dalle sue labbra fosse uscita una sola parola compromettente.

In loco, appena dopo la Liberazione, fu eretto un monumento a ricordo che fu distrutto anni fa dai fascisti (ne fu eretto subito un altro) sul quale erano scolpite le seguenti parole:

"Voi siete le vittime.
Voi avete amato il popolo
e tutto avete sacrificato per lui
per l’onore e la Libertà.
Verrà l’ora del risveglio per i popoli
grandi liberi e potenti.
Voi avete saputo seguire
la via eroica e nobile".

CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI FOSSOLI

all’ingresso del campo di concentramento di fossoli è collocata questa lapide che recita:

da questa fossa che si saziò di innocenti
da queste piazze che inorridirono
sotto l’ombra dei capestri
da queste terre generose onde balzarono
eroiche bande di popolo
a volgere in fuga gli eserciti della barbarie
dalle squallide tombe di cefalonia
dalle ceneri dei campi di sterminio
sale da cento voci una voce sola
non di odio ma di redenzione


Fossoli - Carpi (MO): veduta di quanto rimane del campo di concentramento.

ALBERTO BROGLIO nel 1944 fu arrestato in liguria dai tedeschi.
Era da poco tornato dal sud con un sottomarino alleato dopo aver portato oltre le linee un ufficiale inglese fuggito da Veano.

La medaglia d’argento al valor militare per attività partigiana è stata conferita alla memoria dello studente piacentino Luigi Alberto Maria Broglio, fucilato nel luglio del 1944, un mese prima di compiere ventun anni, nel campo di concentramento di Fossoli.
"Fedele alle tradizioni familiari di libertà e di indipendenza - dice di Luigi Alberto Broglio la motivazione della ricompensa al valore - era fra i primissimi a scegliere la via del sacrificio e del rischio per unirsi con attiva ed appassionata azione ad una formazione partigiana operante nel Piacentino di cui diveniva presto l’animatore e l’organizzatore. In una rischiosa e difficile missione unitamente ad un ufficiale inglese, riusciva ad attraversare le linee allo scopo di ottenere dagli alleati utili collegamenti ed efficaci aiuti.Sbarcato in liguria da un sottomarino alleato, veniva scoperto e catturato dai tedeschi. Processato e sottoposto a stressanti interrogatori, resistette con fierezza alle crudeli torture, senza nulla rivelare sui compagni di lotta e sulla sua organizzazione.Riuscito a scampare alla fucilazione immediata, veniva inviato nel campo di concentramento di Fossoli (Carpi) dove, successivamente, in attuazione di una sommaria rappresaglia, veniva barbaramente trucidato. Giovane generoso ed entusiasta, esempio di ardimentoso e valido combattente, per i più puri ideali offriva alla Patria la sua promettente esistenza. Piacentino - Fossoli (Carpi), 9 settembre 1943 - 12 luglio 1944".

IL MUNICIPIO DI CARPI
CAMPO GLORIOSO DI GUERRA PARTIGIANA
NEL DECIMO ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE
RACCOGLIE QUESTA VOCE
E LA CONSACRA ALL’AVVENIRE PERCHÈ INTENDANO I FIGLI
DEI FIGLI QUALE ANELITO DI SPERANZA
LO STESSO CHE ANIMÒ CIRO MENOTTI
È RACCHIUSO IN QUESTO VOTO
ASSICURARE PER SEMPRE ALLA PATRIA
LIBERTÀ - INDIPENDENZA - GIUSTIZIA
QUANDO IL VOTO SARÀ COMPIUTO
FOSSOLI ARA DI MARTIRI
FIAMMEGGERÀ NEI SECOLI
AURORA DI UN MONDO MIGLIORE
LIBERO - LABORIOSO - PACIFICATO


La seguente scritta appare nel "Museo al deportato politico e razziale nei campi di sterminio nazisti" che si trova in Carpi (Mo)

E VOI, IMPARATE CHE OCCORRE VEDERE
E NON GUARDARE IN ARIA; OCCORRE AGIRE
E NON PARLARE. QUESTO MOSTRO STAVA,
UNA VOLTA, PER GOVERNARE IL MONDO!
I POPOLI LO SPENSERO, MA ORA
NON CANTIAMO VITTORIA TROPPO PRESTO:
IL GREMBO DA CUI NACQUE E’ ANCORA FECONDO.

Dall’opera "La resistibile ascesa di Arturo UI" di B.Brecht


 "SALA DEI NOMI"
nel museo-monumento al deportato politico e razziale nei campi di sterminio nazisti
(Carpi, Castello dei Pio)

Particolare delle pareti e delle volte graffite con i nomi dei Caduti italiani nei campi di sterminio nazisti.

Il 14° nome che appare sotto la scritta "67 martiri di fossoli" è quella del piacentino
LUIGI ALBERTO BROGLIO

LAPIDE MURATA SULLA CHIESA DI S.FERMO IN CASTELNUOVO BOCCA D’ADDA - Milano

LODOLA GINO è un piacentino
n. il 27-2-1922
Caduto il 31-3-1945 

CIPPO COLLOCATO IN CASSANO D’ADDA

riporta il nome di
LODOLA LUIGI
piacentino qui Caduto

CIPPO ERETTO IN LOCALITÀ CASTANA (Pavia)

FERRARI REMO
era nato ad Alseno e risiedeva
in Monticelli d’Ongina - Piacenza

LAPIDE AFFISSA IN MONTECERESINO DI S.GIULIETTA (PAVIA)

BIGONI MAGGIORINO è di NIBBIANO (Piacenza)

Ai primi giorni di maggio 1944 a Costalta, una piccola località fra il Tidone e il Tidoncello in prov. di Piacenza - confini con Pavia, nasce la "Banda del Greco". E’ comandata da Andrea Spanoyannis, un prigioniero di guerra fuggito da un campo di concentramento. E la Banda si rivela ben presto attiva nella lotta armata alla repubblica di Salò e nel periodo giugno-luglio 1944 disarma gran parte dei presidi fascisti della zona: Romagnese, Nibbiano, Pecorara, Zavatarello, Pianello, S.Maria della Versa e Bressana Bottarone.I repubblichini che sopravvivono agli scontri, vengono posti di fronte all’alternativa di tornarsene a casa o passare con i Partigiani. Le armi prelevate ai repubblichini sono trasportate a Costalta e messi a disposizione dei giovani che nel frattempo, richiamati dall’eco delle azioni militari della Banda, arrivano a Costalta numerosi. Tra questi c’è anche Maggiorino Bigoni, un contadino del Comune di Nibbiano che viene subito impegnato con altri giovani nell’ennesimo attacco progettato dalla Banda contro il presidio di Monteceresino costituito dai fascisti con il compito di difendere la famiglia e la proprietà del generale Montagna. L’attacco viene condotto all’alba del 9 luglio, ma contrariamente agli altri conclusisi tutti con una vittoria, questo si risolve invece in un insuccesso perché i repubblichini non si lasciano sorprendere, sparano per primi sui Partigiani e questi devono ripiegare. Nel conflitto muore Bigoni Maggiorino e il suo corpo per l’infuriare della lotta, è abbandonato sul terreno dello scontro a pochi metri dall’abitazione del gerarca fascista.

IL COMPLESSO MONUMENTALE CHE SORGE IN LOCALITÀ
TRE PASSI, APPENA OLTRE IL PASSO DEL PENICE
 
Sulla colonna sono incise queste parole:
Qui il 26-27 agosto 1944, le truppe partigiane della quarta e sesta brigata "giustizia e libertà" in unione alla brigata "Crespi" garibaldina, dopo tre giorni ininterrotti di furiosi combattimenti contro le soldataglie nazifasciste superiori dieci volte per mezzi e per numero, battuti ma non domi, si ritirarono sulle creste di questi monti da dove scattarono dopo pochi giorni per la rivincita vittoriosa.