A.N.P.I. Piacenza
15 dicembre 2010
Comune di Vernasca
15 dicembre 2010

MONUMENTO AI CADUTI IN VERNASCA


MONUMENTO AI CADUTI IN BACEDASCO BASSO


LAPIDE MURATA SU EDIFICIO SULLA PIAZZA DI VERNASCA

I Volontari della LIBERTA’ Val d’Arda nel ventennale della Resistenza pe l’ospitalità avuta durante la Resistenza a imperituro ricordo verso la popolazione di Vernasca. 25-4-1964

CADUTI NELLA LOTTA DI LIBERAZIONE

BARANI GIOVANNI
BARANI LUIGI
BELFORTI DUILIO
BRAGOLI ENRICO
BRAGOLI RICCARDO
BRAVI ARTURO
BUTTERI ADRIANO
DUCATI GIUSEPPE
GALVANI ARTURO
GANDOLFI LIDIA
GUGLIELMETTI CESARE
RABONI FRANCESCO
GRANELLI RENATO
Col.llo LUIGI LUSIGNANI

GANDOLFI LIDIA, da Vernasca - cl. 1921

MEDAGLIA D’ARGENTO
Staffetta partigiana n territorio controllato dal nemico, diede numerosi esempi di valore, astuzia e sangue freddo. Durante un duro rastrellamento, si offriva spontaneamente di recare un importante ordine di operazione ad un lontano distaccamento della sua formazione. Intercettata una prima volta da una pattuglia tedesca non desisteva dal suo compito e proseguiva coraggiosamente verso la destinazione che le era stata indicata. Fermata una seconda volta veniva sottoposta a sevizie perchè rivelasse lo scopo della sua missione. Poichè continuava a tacere, veniva barbaramente uccisa con un colpo alla nuca e abbandonata sulla neve. Più tardi, sul suo corpo recuperato dai familiari, veniva rinvenuto il messaggio che si era rifiutata di dare ai suoi carnefici. Eroico esempio di virtù femminile". Vernasca (PC), 7 gennaio 1944

GUGLIELMETTI CESARINO, da Vernasca, cl.1923
Partigiano combattente

MEDAGLIA DI BRONZO
"Giovane di elevati sentimenti patriottici si votava alla lotta partigiana con grande entusiasmo e partecipava eroicamente a due strenui combattimenti. Catturato in seguito a delazione e sottoposto a snervanti interrogatori e crudeli sevizie, non proferiva parola che potesse nuocere ai suoi commilitoni, affrontando infine con animo sereno e con commovente pensiero per i suoi cari l’impiccagione, fiero di offrire la sua vita per la rinascita della Patria". Vernasca (Piacenza), 5 luglio 1944. (B.U. 1967, disp. 28, pag.3852).

Cippo eretto alla periferia di vernasca verso Bore

Ricorda passante un martire della criminalità nazifascista il primo di una lunga serie CESARE GUGLIELMETTI seviziato prima e dopo morte nei giorni 4-5-6-7 luglio 1944 Sprone di indomita Resistenza e fiaccola di vera libertà
1924   1944

CIPPO SITUATO A LATO DELLA STRADA PROVINCIALE VERNASCA - CASTELNUOVO FOGLIANI
presso la località CASE GANDOLFI

GARILLI ARMANDO
CLASSE 1915
CADUTO IL 2-3-1945
PER LA LIBERAZIONE D’ITALIA

CIPPO SITUATO NEI PRESSI DI CASE ORSI - CA’ PASSERI, AI CONFINI CON LA PROVINCIA DI PARMA

GRANELLI RENATO
n.22-7-1926 m. 24-9-1944

Giovane di nobili virtù la sua esuberante vita veniva troncata da barbare e ingannatrice violenza

Il suo eroico martirio è luce che non si spegne

Cippo situato a lato della "provinciale" di fondovalle Lugagnano - Morfasso

ALL’ALTEZZA DELLO SBARRAMENTO DELLA DIGA DI MIGNANO

POLLORSI CARLO, da Castell’Arquato, cl. 1923 - Soldato ftr., partigiano combattente

MEDAGLIA D’ARGENTO
"Ripetutamente distintosi nella lotta partigiana per decisione e per coraggio, nell’assolvere una missione di combattimento, alla testa di una pattuglia di cinque uomini, attaccato dal nemico, disponeva con pronta determinazione per la resistenza. Sosteneva a lungo il combattimento mentre, uno ad uno, cadevano i suoi dipendenti. All’ultimo egli si slanciava fuori dal riparo al soccorso di un compagno ritenuto ancora in vita, ma scopertosi, veniva fulminato nel generoso tentativo". Castelletto di Vernasca (Appennino Piac.no), 9 luglio 1944. (B.U. 1952 - disp. 14a - pag.1860).

Cippo situato sulla strada provinciale Vernasca - passo del Pellizzone
all’altezza di Luneto

TAVANI GIOVANNI
classe 1923
caduto l’1-10-1944
PER LA LIBEAZIONE D’ITALIA

BUSTI E LAPIDI COLLOCATI NELL’ATRIO DELLA CASA COMUNALE DI VERNASCA

Motivazione della Medaglia d’Oro al V.M. conferita al comandante Luigi Lusignani: "Comandante dell’isola di Corfù, fedele alle leggi dell’onore militare, opponeva un reciso rifiuto all’intimazione di cedere le armi e, di propria iniziativa, organizzava la difesa dell’isola. Per 12 giorni resisteva a violenti attacchi aerei e terrestri tedeschi, dando ai propri dipendenti esempio costante di valore. Infine, tramontata ogni speranza di aiuto, i reparti, decimati quasi del tutto e privi di artiglieria, venivano sopraffatti dal nemico preponderante. Catturato dai tedeschi veniva passato per le armi il 25 settembbre 1943".