A.N.P.I. Piacenza
15 dicembre 2010
Comune di Piacenza
15 dicembre 2010


LAPIDI COLLOCATE NELL’ATRIO NELLA SEDE DEL MUNICIPIO DI PIACENZA
con i testi delle motivazioni della concessione di medaglia d’argento poi sostituita con medaglia d’oro al valor militare per la partecipazione alla lotta di liberazione nazionale
 

MONUMENTO ALLA LOTTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE
Il Monumento è situato su una piccola aiuola all’incrocio fra Corso Vitt.Emanuele e lo Stradone Farnese.
(L’opera è stata curata da W.Xerra)


MONUMENTO ISPIRATO ALLA RESISTENZA E ALLA LIBERTÀ
collocato nel cortile dell’Istituto Magistrale "Colombini"

Opera dello scultore mantovano ALBANO SEGURI

SACRARIO DELLA CITTA’ - PALAZZO GOTICO
 
CADUTI NELLA 1a GUERRA MONDIALE n. 540
CADUTI NELLA 2a GUERRA MONDIALE n. 423
 
LAPIDI MURATE NEL SACRARIO-CADUTI


Guerra di liberazione 1943-1945 - Partigiani caduti n.120



GRANDE LAPIDE AFFISSA SUL MURO DI CINTA DELL’EX OSPEDALE MILITARE A BARRIERA GENOVA
riporta i nomi dei caduti dell’8/9 settembre 1943

Gr.Carabinieri
Carab. Aus. Cazzulo Pietro

65° Regg. Fanteria
Serg. Bosisio Livio
Cap. m. Borsi Ferdinando
Serg. Camisasca Fortunato

86° B.t.g. Territoriale
Cap. m. Bosco Giovanni
Fante Draghi Francesco
Fante Fumagalli Paolo
Cap. m. Previ Pietro

33° R.g.t. Carristi
Serg. Corratelli Lorenzo
Cap. m. Dallaquila Franco
S.Ten. Di Meo Guglielmo
Cap. m. Sampaolo Roberto

2° R.g.t. Genio Pontieri
Pont. Bizzetti Cipriano
Pont.Zerbini Vittorio Arsenale - Comp. Artificieri
Serg. Campagnoli Mario
Art. Laghi Tebaldo
Art.Lucchini Ubaldo

4° Reggimento Artiglieria
Art. A... (ignoto)
Art. Bendoni Enzo
Art. Brignani Lodovico
Art.Coperchini Dante
Art. De Santis Alcide
S.Ten. Magni Pietro
Serg.Pietro Vittorio
Art. Sanchioli Francesco
Cap.m. Tagliavini Dante
Art. Zerbini...

Direzione Artiglieria
Serg. Molinari Oreste
Serg. Tirelli Dante
Croce Rossa Italiana
Serg.Giovali Giovanni Vittime civili
Bosco Lindo
Cavalloni Emilio
Gallosi Giovanni
Nobile Riccardo
Tramelli Agostino

Feriti e mutilati:
44 militari
5 civili

L’ANPI ricercò i nomi
L’AEP fuse nel bronzo
I Piacentini posero nel 1977

LA BATTAGLIA DEL 9 SETTEMBRE 1943 PER LA DIFESA DI PIACENZA CONTRO LE TRUPPE TEDESCHE: I CADUTI PER LA LIBERTÀ*

8 settembre - sera
Il 4° Regg.to Artiglieria riceve l’ordine di organizzare difese nella zona di Barriera Genova. Il Ten. Col.llo Coperchini dispone due centri di fuoco a Barriera e un terzo poco più avanti, nella zona del vecchio campo sportivo.

9 settembre
All’alba vengono inviate pattuglie in esplorazione e scorgono avanguardie tedesche provenienti da Gossolengo.
Il terzo centro di fuoco di cui s’è parlato, viene centrato da un colpo di mortaio e il sergente che comandava il pezzo che prima aveva a lungo sparato contro i tedeschi, cade colpito a morte.
Verso le otto gli stessi tedeschi si fanno vivi a Barriera Genova per chiedere la resa delle nostre difese.
Vengono invece arrestati e tradotti prima del comando presidio, poi altrove, con grande imbarazzo di tutti.
A Barriera Genova intanto si spara ancora e ci sono altri morti. Il Coll.llo Coperchini chiede rinforzi. Arrivano due carri M13 che a loro volta prendono parte allo scontro.Arriva anche una compagnia di genieri, tutti di leva.
Appena dopo uno dei due carri viene centrato, reso inservibile.Muoiono i due carristi.
Il secondo carro viene più tardi distrutto da un aereo tedesco levatosi in volo da S.Damiano. Mentre si cerca di portare soccorso a questi altri carristi, ha luogo un altro spezzonamento aereo che produce altri morti. Muore anche il Col.llo Coperchini falciato dai tedeschi che continuano a sparare dalle loro postazioni a terra.

* Da: Camillo Dresda, Barriera Genova: il fatto d’arme del 9 settembre 1943; a cura del Comitato provinciale Anpi -Piacenza (Ricostruzione riassuntiva).

CIPPO COLLOCATO A BARRIERA GENOVA NEI PRESSI DEL LICEO SCIENTIFICO "L. RESPIGHI"

Alla vigilia del trionfo della libertà venivano privati della gioia di vedere realizzato il sogno che li sorresse in lunghi mesi di sacrifici e pericoli.
"La 3a Brigata che attaccava la città dal settore nord-ovest (Barriera Genova) si trovava a dover subire gravissime perdite per il fuoco incrociato di due mitraglie pesanti appoggiate da mitragliatori tutti in postazioni fisse. Ricevuto ordine di spingere a fondo l’attacco il Comandante Anguissola e i suoi, riescono a portarsi alle spalle delle postazioni eliminandole. Sorpresi a loro volta dall’arrivo di un blinda nemica, i cinque Partigiani cadevano con le armi in pugno.

GASPARINI GIORGIO - Partigiano combattente

MEDAGLIA DI BRONZO
"Dopo di essersi ripetutamente distinto nella lotta partigiana per fede, per slancio e per ardore combattivo, giovanissimo combattente della lotta di liberazione, attendeva con fermo cuore l’attacco di mezzi blindati tedeschi e, giunti questi a tiro, impiegava con fredda decisione il su lancia granate sino a che cadeva fulminato da una raffica nemica". Piacenza, 26 aprile 1945. (B.U. 1951 - disp. 9 - pag.1244).

Cippo collocato ai bordi della via Emilia Pavese all’altezza della zona Veggioletta

La scritta dice:
VITTIME DELL’ODIO FRATRICIDA IL 1° NOVEMBRE 1944 QUI IMMOLAVANO PER LA PATRIA LA LORO FIORENTE GIOVINEZZA I PARTIGIANI CARINI CARLO di anni 21 BRUSCHI ALDO di anni 21 A PERENNE E GLORIOSA MEMORIA I GENITORI POSERO

Il 31.10.1944 con l’inseparabile compagno Bruschi, Carlo Carini andò in missione sulla strada S.Giorgio- Piacenza. Attaccato da un nemico superiore per numero e per ami, non si sgomentò, ma dopo aver combattuto strenuamente dovette soccombere. Fu condotto col Bruschi alle carceri di Piacenza e, riconosciuto partigiano, all’alba del 1° novembre 1944 fu, assieme all’amico, fucilato sulla strada di S.Antonio. Affrontò la morte con lo stesso animo sereno ed entusiasta con cui era venuto in Italia nel lontano 1938.

Lapide murata a cura del Comune di Piacenza sulla casa
abitata dall’avv. Francesco Daveri nell’omonima via a lui dedicata

IN QUESTA CASA L’AVVOCATO FRANCESCO DAVERI PROMOSSE NELL’AUTUNNO 1943 LE PRIME RIUNIONI DEL COMITATO DI LIBERZIONE NAZIONALE CADDE IL 13 APRILE 1945 NEL CAMPO DI STERMINIO DI GUSEN VITTMA DELLA BARBARIE NAZIFASCISTA IL COMUNE POSE IL 25 APRILE 1994

Verso la metà di Settembre del 1943 nel suo studio, nasce il C.L.N. Provinciale. Condannato a 5 anni di reclusione fuggì in Svizzera; nel luglio del 1944 rientrò una prima volta in Italia, a Milano, venne arrestato l’8 novembre 1944 e tradotto a S.Vittore. Il 17 gennaio 1945 fu trasferito a Bolzano e il 4 febbraio venne avviato al campo di sterminio di Mathausen; dopo qualche giorno fu trasferito al campo di annientamento di Gusen II, sempre sottoposto a torture, a maltrattamenti e lasciato denutrito. Il suo calvario si concluse l’11 o il 12 aprile e il suo corpo venne rinvenuto fra un mucchio di cadaveri nei pressi di una baracca.

LAPIDE MURATA IN PIAZZALE VELLEIA

PARTIGIANO
RENATO GATTI
n. 16-3-1926

PARTIGIANO
CARLO ALBERICI
n. 16.3.1922
fucilati il 26-4-1945

Inchinati viandante e tu cittadino sempre ricorda qui caddero due grandi Martiri negli ultimi giorni della lotta per la Libertà salutando per primi l’alba della Vittoria ed entrando nella luce di Dio che rende in eterno agli Eroi
Gloria - Giustizia - Pace

LAPIDE FISSATA NELLA CHIESA DI S.GIOVANNI IN CANALE


LAPIDE COLLOCATA NELLA SEDE DELLA CAMERA DI COMMERCIO

BOROTTI ALFREDO
Impiegato presso la Camera di Commercio di Piacenza, benchè mutilato del bracco sinistro abbandonò l’ufficio dopo essersi rifiutato di firmare l’atto di fedeltà alla RSA, per mantenere il posto e si recò in montagna ove fu inquadrato nella Divisione Valdarda, con compiti di organizzare e dirigere il lavoro di stampa e propaganda divisionale. Nel mese di gennaio 1945, durante il grande rastrellamento invernale, ammalato, si rifugiò presso i suoi famigliari sfollati a Campremoldo Sotto (Piacenza). Qui, di seguito a delazione, durante una notte venne catturato, ed associato alle Carceri Giudiziare di Piacenza. Fu sottoposto a continui martellamenti interrogatori ed a sevizie di ogni genere, resistette sempre negando ogni cosa con coraggio e sorprendente forza d’animo, nonostante fosse menomato fisicamente ed in condizioni di salute momentaneamente precarie. Il 21 marzo 1945, unitamente ad un’altro gruppo di Partigiani, venne prelevato dalle Carceri, portato al Cimitero Urbano, e fucilato per rappresaglia.

LAPIDE FISSATA NELL’ATRIO DEL PALAZZO DELLE POSTE CENTRALI

Alla memoria di
LUCIANO BERTÈ
Comunista - Umanista
9-6-1898   10-3-1945
e di
CORNELLI PIETRO
Lavoratore - Patriota
16-1-1923   19-8-1944
entrambi soldati militanti d’una idea cui diedero sangue generoso e lo splendore di un inobliabile martirio i compagni di lavoro postelegrafonici dedicano per i secoli

QUADRI AFFISSI ALL’INTERNO DELLO STABILIMENTO CEMENTIFICIO ROSSI DI PIACENZA

ANGELO CHIOZZA
Visse per l’idea per l’idea morì
1° MAGGIO 1946

Assassinato dai fascisti all’interno dello stabilimento CEMENTIROSSI il 25 aprile 1944

CIPPO COLLOCATO IN VIA EMILIA PAVESE APPENA OLTRE L’EX LABORAT. CARICAMENTO PROIETTILI

QUI CADDERO COMBATTENDO I PARTIGIANI

TASCHIERI GIOVANNI
TAMOGLIA REMO
DALLAFIORI DOMENICO
BARBIERI ACHILLE
ROSSEDENTI FRANCESCO
SPOSINI CARLO
27-4-1945

I compagni Partigiani e operai dell’Arsenale ricordando il vostro eroico sacrificio
Deposero

CIMITERO DI PIACENZA

LUCIANO BERTE’
Nel settembre 1964 viene arrestato e a lungo interrogato e torturato. Ma nulla di compromettente per l’organizzazione uscirà dalla sua bocca.
Il 10 marzo 1945 viene prelevato dalle carceri, portato in località Coduro di Fidenza (PR) e qui fucilato.


BESSONE PIERO, da Piacenza, cl. 1926 Partigiano

MEDAGLIA D’ARGENTO
"Durante una tregua pattuita per procedere alla rimozione dei morti e dei feriti, mentre era di vedetta insieme con un compagno, veniva tratto in inganno dal nemico, che si era avvicinato con l’apparente intenzione di parlamentare, munito di bandiera bianca, ed era fatto prigioniero. Sottoposto a duri martiri perchè rivelasse il nome dei compagni di lotta, resisteva eroicamente chiudendosi in esemplare silenzio sino a che il barbaro nemico, esasperato, lo finiva impiccandone poi, il cadavere".
Camia (PIacenza), 9 luglio 1944. (B.U. 1952 disp. 14a pag. 1868).


CIMITERO DI PIACENZA

BOREA DON GIUSEPPE, da Piacenza, cl.1910 Partigiano

MEDAGLIA D’ARGENTO
"Dopo l’8 settembre 1943 sosteneva e propagandava il movimento di resistenza, dimostrandosi strenuio assertore degli ideali di libertà, di democrazia e di indipendenza della patria e profondendo la sua opera nell’assistenza morale e materiale dei partigiani e dei nemici prigionieri. Cappellano di una divisione partigiana partecipava a molteplici azioni dando sempre prova di coraggio e di elevato senso di umanità, recandosi personalmente a comporre le salme dei caduti in combattimento ed assolvendo pericolosi compiti di scambio di prigionieri nelle località indicate dal nemico. Catturato una prima volta riusciva ad evadere, riprendendo prontamente la sua attività finchè, catturato una seconda volta, brutalmente torturato e condannato a morte, affrontava serenamente il plotone di esecuzione inneggiando alla libertà della Patria". Cimitero urbano di Piacenza, 9 febbraio 1945. (B.U. 1973 disp. 9a pag. 965).

CIMITERO DI PIACENZA

Lapide affissa in fondo al 3° Reparto nel posto dove furono fucilati, in vari tempi, 17 Partigiani.
Ovvero: il muro dei fucilati

ARALDI ALBERTO
BARABASCHI CARLO
PIERGIORGI ANDREA
ZURLA ARTEMIO
REPETTI STEVANI LUIGIA
LAZZETTI GIOVANNI
BOREA Don GIUSEPPE
BOROTTI ALFREDO
CAMOZZI FABIO
DALLARIVA GINO
FAVA GIROLAMO
FIORANI ADELMO
MANFRONI FRANCESCO
MANFRONI LUIGI
MARTUCCI FULVIO
MERLINI ARMANDO
ZANON ARMANDO

CIMITERO DI PIACENZA

In aspra difesa d’Itala terra Cadde da Eroe pugnando il dott.
GIANNINO BOSI
Comandante della Divisione "Garibaldi" Medaglia d’Oro
Piacenza 22-2-1920
Carnia 9-12-1944
GIANNINO BOSI, da Piacenza, cl.1920
Sottotenente cpl. fanteria - Partigiano

MEDAGLIA D’ORO AL V.M.
"Sottotenente di complemento dell’Esercito, subito dopo l’8 settembre 1943, anelante della libertà della Patria, si ritirava sulle colline del Friuli,dove organizzò il primo nucleo di patrioti friulani. Braccato dalle truppe germaniche che in lui temevano un fiero nemico, si trasferiva con la propria formazione sulle montagne del Tagliamento e, vincendo i rigori del rigido inverno, organizzava un forte gruppo di reparti animandoli del suo stesso spirito combattivo e della sua stessa fede patriottica. Animato da un profondo spirito di sacrificio ed assertore convinto dei principi di giustizia e di libertà fu sempre di esempio a tutti, senza mai risparmiarsi, nei disagi, nelle privazioni e nei pericoli. Nel corso di poderose offensive nemiche fu l’anima della difesa, trascinando con l’esempio i suoi uomini in lotte vittoriose. Durante l’offensiva sferrata dal nemico nell’autunno del 1944 nella zona fra Meduna e Tagliamento circondato da soverchianti forze, continuò a combattere strenuamente e, piuttosto che arrendersi e cadere vivo nelle mani dell’avversario, rivolse la propria arma contro se stesso e, dopo aver gridato per l’ultima volta "Viva l’Italia", si uccise". 8 settembre 1943 - 8 dicembre 1944. (B.U. 1947 - disp. 33, pag.3412). 

CIMITERO DI PIACENZA

MANFRONI LUIGI
Caduto Partigiano combattente Manfroni Luigi, nato a Piacenza il 26 settembre 1917, caduto per fucilazione davanti al plotone di esecuzione il 21 marzo 1945 in località: Cimitero Urbano di Piacenza.

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RAFFAELE CERLESI
Il 9gennaio 1945 il Cerlesi venne arrestato dai nazifascisti e portato al comando delle brigate nere di S.Giuliano dove vi rimase circa un mese. In questo periodo fu seviziato e torturato poi fu tradotto nelle carceri di Piacenza dove vi rimase fino alla notte del 9 marzo 1945. In quella notte fu prelevato dalle carceri assieme ai partigiani caorsani Verzé Giannino, Galliano Paveri e altri dieci partigiani poi portati a Coduro di Fidenza dove all’alba del 10 marzo 1945 furono barbaramente fucilati ai margini dellaVia Emilia.
Dagli atti del Comune di Caorso
  
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CIMITERO DI PIACENZA

DI GIOVANNI ANTONINO, da Marsala (TP), cl. 1923 Partigiano

MEDAGLIA D’ARGENTO
"Comandante di un distaccamento partigiano, incaricato di attaccare sul fianco una forte colona nazifascista che minacciava lo schieramento partigiano, trascinava con irruento impeto i suoi uomini all’assalto. Portatosi con estrema audacia fin sotto al nemico, ne scompigliava le file con intenso lancio di bombe a mano richiamando su di sè la reazione avversaria. Colpito a morte da una raffica di mitraglia immolava la giovane vita per la salvezza dei compagni, che per il suo eroismo potettero sganciarsi dall’accerchiamento da parte del nemico. Fulgido esempio di valore e di abnegazione".
Prato Barbieri (Piacenza), 6 gennaio 1945 (B.U. 1949, disp. 15, pag. 2321).

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CIMITERO DI PIACENZA

Partigiano caduto Lazzari Mario n. il 15-8-1914; caduto il 31-12-1944 a Tollara di San Giorgio Piacentino (Pc).
Nel dicembre del 1944 il partigiano Lazzari affrontò, armato di un solo Sten, un autocarro carico di fascisti e portò lo scompiglio nell’interno del camion stesso ed inflisse al nemico gravi perdite.
Sopraffatto dal fuoco degli assaliti venne colpito da una pallottola: raccolto agonizzante, pirma di morire sussurrò: sono lieto di morire per l’Italia libera: ricordatevi di non abbandonare mia madre.

CIMITERO DI PIACENZA

GAETANO LUPI
d’anni 27
Il 19/3/1922
nel colmo della giovinezza ai piedi della tremula Madre sua cadde vittima della barbarie fascista

CIMITERO DI PIACENZA


CIMITERO DI PIACENZA

Patrioti CARLO e GINO SQUARZA
caduti entrambi ai Guselli

CIMITERO DI PIACENZA

SUBACCHI ERNESTO
caduto ai Guselli 

DEDICATO AL SACRIFICIO DEI CIVILI
ESPLOSIONE DEL LABORATORIO CARICAMENTO PROIETTILI

L’8 agosto 1940, a guerra appena iniziata, esplodeva il laboratorio caricamento proiettili o "pertite" situato appena oltre l’Infrangibile i caduti fra i lavoratori e lavoratrici furono 46 poi sepolti uno accanto all’altro.

La scritta sul monumento reca:

QUESTE UMILI TOMBE
CUI NON ADORNA FASTI DI MARMI
NE’ SPLENDORE DI FACI
RIFULGONO DI VIVA LUCE
PER LA GRANDEZZA VERACE
CHE ACCOLGONO

SANTO AMOR DI PATRIA
DEVOZIONE COMPLETA AL DOVERE
LE SCHIUSERO
LA RICONOSCENZA AFFETTUOSA
DI TUTTO UN POPOLO
LE INFIORA

O MADRI O SPOSE DEGLI OSCURI EROI
MORTI LONTANO DAL PAESE NATIVO
PRIVI DEL VOSTRO BACIO SUPREMO
NON VI DOLGA CHE QUESTA TERRA
NE CUSTODISCA LE SPOGLIE
PERCHÈ ANCH’ESSA È TERRA D’ITALIA

In totale i Caduti Civili del Comune di Piacenza furono n. 341
di cui:
per bombardamenti aerei n.252
per altre incursioni aeree, mitragliamenti, ecc. n.43
morti per l’esplosione del Laborat. Caricam. Proiettili n.46

IL CIMITERO PARTIGIANO DI PIACENZA (IV° Reparto)


Una tomba, quella del Baio padre e figlio

Cesare Baio morì durante un bombardamento aereo in Germania, dove era stato assegnato, col genitore, al lavoro in fabbrica insieme ad altri prigionieri. In seguito alle privazioni egli si era ammalato: fu riconosciuta la necessità di farlo visitare da un medico, e mentre vi si recava con un accompagnatore tedesco, le bombe piovvero su entrambi il 14 ottobre 1944 a Kolo-Kolk. 


IN QUESTO PALAZZO DI VIA CAVOUR C’ERA LA SEDE DELLE SS TEDESCHE


IN QUESTO PALAZZO DI VIA BORGHETTO C’ERA LA SEDE DELL’U.P.I. (Ufficio Politico Italiano)

In entrambe queste sedi venivano torturati partigiani e civili. Le loro urla di dolore a volte arrivavano lontano.

CIMITERO DI PIACENZA