A.N.P.I. Piacenza
09 dicembre 2010
Comune di Agazzano
09 dicembre 2010

Monumento ai caduti
della I guerra mondiale con lapidi ai caduti della II Guerra Mondiale e partigiani
 


Cimitero di Agazzano
Caduti civili: n. 4 

 
Cippo ubicato sulla provinciale
Agazzano-Piozzano, località Monte di Agazzano

 

Qui il 30 agosto 1944
combattendo per la libertà d’Italia
caddero con le armi serrate nel pugno
e già strappate in tante battaglie
all’oppressore

i Partigiani della 1ª Divisione Piacenza:

GHIGINI ALBINO di anni 24
Medaglia di Bronzo al V.M.
POZZI LUIGI di anni 22
RISCASSI ERMANNO di anni 18
CIGNA PAOLO di anni 20

I compagni fedeli memori e commossi
a duraturo ricordo
posero

 
Generale di Divisione, Comandante di Spalato
Cigala Fulgosi Conte Alfonso
Medagli d’oro al V.M.

"In un momento di generale smarrimento spirituale, reagiva con violenza all’ordine impartitogli di cedere le armi. Pur avendo chiara visione della immancabile tragedia che incombeva sulle truppe ai suoi ordini, mantenendo inalterata la fede alle leggi dell’onore militare, ne condivideva la sorte con cosciente determinazione sottraendosi fieramente all’offerta possibilità di salvezza. Organizzata la resistenza, la alimentava con indomito valore insensibile ai massacranti bombardamenti aerei e benchè tutto ormai crollasse inesorabilmente intorno a lui la protraeva con eroica tenacia per lungo tempo, infliggendo al nemico severe perdite. Sommerso da preponderanti forze avversarie e fatto prigioniero, affrontava con supremo sprezzo della vita il plotone di esecuzione rifiutando di farsi bendare gli occhi ed attendendo la raffica mortale al grido di "Viva l’Italia". Combattente di tre guerre, più volte decorato, cadde come visse fedele al suo giuramento di soldato, esempio luminoso ai più di preclari virtù militari." Spalato-Signo (Dalmazia) 8 sett. - 1° ottobre 1943

Su una lapide c’è scritto il nome del
Gen. Gonzaga Del Vodice don Ferrante
Medaglia d’Oro al V.M.

Ed eccone la motivazione:
"Generale comandante di una divisione costiera, avuta notizia della firma dell’armistizio tra Italia e le Nazioni Unite, impartiva immediatamente gli ordini del caso per opporsi ad atti ostili da parte delle truppe germaniche, pronto a tutto osare per mantenere fede alla consegna ricevuta da S.M. il Re. Mentre si trovava con pochi militari ad un osservatorio, invitato da un ufficiale superiore germanico - scortato da truppa armata - ad ordinare la consegna delle armi dei reparti della divisione, opponeva un reciso rifiuto. Minacciato a mano armata dall’ufficiale germanico, insisteva nel suo fermo atteggiamento e portando a sua volta la mano alla pistola, ordinava ai propri dipendenti di resistere con le armi alle intimazioni ricevute, quando una scarica di moschetto automatico nemico, l’uccideva all’istante. Chiudeva così la sua bella esistenza di soldato, dando mirabile esempio di virtù militari, cosciente sprezzo del pericolo, altissimo senso del dovere". Buccoli di Conforti - Salerno, 8 settembre 1943.

1ª guerra mondiale (1915-1918):
Caduti n. 79
Dispersi n. 13
2ª guerra mondiale (1940-1945):
Caduti n. 18
Dispersi n. 12

Botti Antonio da Agazzano
Medaglia d’argento al V.M.
"Giovane ardimentoso combattente, si distinse sempre in numerose azioni. Nel tentativo d immobilizzare con lancio di bombe a mano un carro armato tedesco, che sbarrava la strada al suo reparto, veniva colpito da numerose raffiche di arma da fuoco ed ucciso. Fulgido esempio delle più alte virtuù militari." - Appennino piacentino, 26 aprile 1945 (B.U. 1963 disp. 9° pag. 721)

Caduti della lotta di liberazione (1943-1945):

Partig. Botti Antonio
Partig. Botti Paolo Partig. Dagrada Giuseppe
Partig. Gatti Francesco